RINVENUTA UNA NECROPOLI DI 1500 ANNI FA
GLI SCAVI RIVELANO
LA STORIA INEDITA DI FIRENZE
Gli archeologi hanno scoperto 60 scheletri risalenti all'era altomedievale durante i lavori nel complesso monumentale degli Uffizi
Gli ultimi 5 mesi di lavori nell’ambito del progetto Nuovi Uffizi hanno portato alla luce un’importante scoperta che va a riempire quel tassello mancante nella storia della città di Firenze in epoca altomedievale.
Dagli scavi archeologici nell’area sottostante la Biblioteca degli Uffizi, adiacente a piazza del Grano, è stata rinvenuta una necropoli risalente al V-VI secolo con circa 60 scheletri. Attualmente è visibile solo una parte di un’area cimiteriale più vasta, con fosse multiple in cui i defunti venivano stipati testa-piedi uno accanto all’altro. Una catastrofe riconducibile ad una epidemia - forse la Peste giustinianea - ancora in fase di accertamento tramite l’analisi del DNA presso il laboratorio di paleogenetica dell’Università di Mainz.
Escluse le ipotesi di eccidio e di morte per fame in fase di assedio, questo cimitero collocato sopra un rilievo nei pressi del fiume, in una zona comunque oggetto di inondazione nelle fasi di maggiore portata, testimonia un disastro di porzioni immani che ha sicuramente contribuito al noto lungo periodo di decadenza della città e alla sua quasi scomparsa dalla storia.
I 60 scheletri rinvenuti sono di estrema importanza scientifica anche perché rappresentano un campione consistente della popolazione fiorentina tra il tardo antico e l’alto Medioevo e permettono di disegnare un quadro dei fiorentini dell’epoca e delle loro condizioni di vita, di salute, di alimentazione e di attività lavorative.
– Potrebbe essere il primo vero dinosauro della storia della Terra.
La rivista scientifica Biology Letters, edita dalla Royal Society
del Regno Unito, ha pubblicato la ricerca coordinata da Sterling Nesbitt
dell’Università di Washington.
Questa antica creatura, chiamata ‘Nyasasaurus parringtoni’, era grande come un grosso cane, aveva una lunga coda di circa un metro e mezzo e visse circa 250 milioni di anni fa.
Tra i 10 e i 15 milioni di anni prima dei fossili finora ricondotti al periodo Triassico.
I fossili utilizzati per identificare la nuova specie, alcuni dei quali
risalenti agli anni 30, fanno parte della collezione del Museo di
Storia Naturale di Londra e del South African Museum di Città del Capo.
«Se non è il primo dei dinosauri, è comunque il parente più prossimo
ritrovato finora», commenta Nesbitt.
«Per 150 anni la comunità ha suggerito l’esistenza di dinosauri nel
medio Triassico, ma con prove ambigue», spiega lo scienziato. «Alcuni
ricercatori hanno usato impronte fossilizzate, ma ora sappiamo che altri
animali di quell’epoca potevano avere zampe molto simili».
I ricercatori avevano a disposizione un omero e sei vertebre del nuovo esemplare.
Essi hanno stabilito che l'animale stava in piedi, era lungo tra i 2 e
i 3 metri, alto meno di un metro a livello dell'anca e poteva pesare
tra i 20 e i 60 chilogrammi. I fossili originali vennero ritrovati nel
1930 in Tanzania, ma non è corretto affermare che questi dinosauri
avessero origini africane.
Al tempo in cui i Nyasasaurus parringtoni circolava liberamente sulla
Terra, i continenti erano uniti in un’unica massa chiamata Pangea. La
Tanzania sarebbe stata parte della Pangea meridionale, che comprendeva
Africa, Sud America, Antartide e Australia.
Per gentile concessione dell'editore pubblichiamo la prefazione di Margherita Hack al libro "IPAZIA. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo d.c." di Antonio Colavito e Adriano Petta (La Lepre Edizioni), in libreria dal 20 ottobre.
di Margherita Hack
In questo romanzo storico si ricostruisce l’ambiente e l’epoca in cui ha vissuto la prima donna scienziata la cui vita ed opere ci sono state tramandate da numerose testimonianze. Gli autori hanno fatto ricorso a una ricchissima bibliografia, che permette di far emergere dalla lontananza di 16 secoli questa figura di giovane donna in tutti i suoi aspetti umani, privati e pubblici, la sua vita quotidiana, i suoi dialoghi con la gente comune, con i suoi allievi, con gli scienziati.
Ipazia era nata ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C., figlia del matematico Teone. Fu barbaramente assassinata nel marzo del 415, vittima del fondamentalismo religioso che vedeva in lei una nemica del cristianesimo, forse per la sua amicizia con il prefetto romano Oreste che era nemico politico di Cirillo, vescovo di Alessandria.
Malgrado l’amicizia con Sinesio, vescovo di Tolemaide, che seguiva le sue lezioni, i fondamentalisti temevano che la sua filosofia neoplatonica e la sua libertà di pensiero avessero un’influenza pagana sulla comunità cristiana di Alessandria.
L’assassinio di Ipazia è stato un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato molto tempo prima della sua nascita, nel III secolo dopo Cristo, la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina, che si dice contenesse qualcosa come 500.000 volumi, bruciata dai soldati romani e poi, successivamente, il saccheggio della biblioteca di Serapide. Dei suoi scritti non è rimasto niente; invece sono rimaste le lettere di Sinesio che la consultava a proposito della costruzione di un astrolabio e un idroscopio.
Dopo la sua morte molti dei suoi studenti lasciarono Alessandria e cominciò il declino di quella città divenuta un famoso centro della cultura antica, di cui era simbolo la grandiosa biblioteca. Il ritratto che ci è stato tramandato è di persona di rara modestia e bellezza, grande eloquenza, capo riconosciuto della scuola neoplatonica alessandrina.
Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. Con il suo sacrificio comincia quel lungo periodo oscuro in cui il fondamentalismo religioso tenta di soffocare la ragione.Tanti altri martiri sono stati orrendamente torturati e uccisi. Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno fu mandato al rogo per eresia, lui che scriveva: «Esistono innumerevoli soli; innumerevoli terre ruotano attorno a questi, similmente a come i sette pianeti ruotano attorno al nostro Sole. Questi mondi sono abitati da esseri viventi». Galileo, convinto sostenitore della teoria copernicana, indirettamente provata dalla sua scoperta dei quattro maggiori satelliti di Giove, fu costretto ad abiurare.
Il fondamentalismo non è morto. Ancora oggi si uccide e ci si fa uccidere in nome della religione. Anche nei nostri civili e materialistici paesi industrializzati avvengono assurde manifestazioni di oscurantismo, come in alcuni stati della civilissima America in cui si proibisce di insegnare nelle scuole la teoria dell’evoluzione di Darwin e si impone l’insegnamento del creazionismo. Su questa strada di ritorno al Medioevo si è messa anche la nostra ministra dell’Istruzione (o dovremmo dire della distruzione?) tentando di cancellare la teoria darwiniana dalle scuole elementari e medie. Perché? Per ignoranza? Per accontentare una Chiesa cattolica che non mi sembra ingaggi più queste battaglie perse in partenza.
Questa storia romanzata ma vera di Ipazia ci insegna ancora oggi quale e quanto pervicace possa essere l’odio per la ragione, il disprezzo per la scienza. È una lezione da non dimenticare, è un libro che tutti dovrebbero leggere.
Di seguito il trailer del film Agorà, il kolossal del regista spagnolo Amenabar incentrato sulla figura di Ipazia.
Sito internet
-
.
Mi occupo di Creare le vostre pagine Responsive,
disegnare loghi e marchi.
Posso realizzare biglietti da visita,
personalizzare banner e clip animate.
F...
Sito Internet nel Web
-
[image: Mi occupo di Creare le vostre pagine, disegnare loghi e marchi.
Posso realizzare biglietti da visita, personalizzare banner e clip animate.
Forn...
Orso Seduto tra i Rifiuti che Cerca Cibo
-
[image: Orso Seduto tra i Rifiuti che Cerca Cibo]
* la foto simbolo della natura che grida aiuto*
Seduto tra i rifiuti in fiamme di una discarica a ciel...
Il Massacro di Wounded Knee
-
[image: 100 milioni di Indiani Annientati dai Civili Colonizzatori Bianchi!]
*Ultimo atto della “soluzione finale” degli americani! *
*100 milioni di In...