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venerdì 9 marzo 2012

NASA altera i colori di Marte


 L'immagine qui sopra poteva essere trovata al seguente indirizzo

 NASA 

altera 

 i colori di Marte



 Molti ricercatori indipendenti sono pervenuti alla conclusione che la NASA manomette i colori delle sue foto, almeno per quanto riguarda il pianeta Marte.
Questo articolo ha lo scopo di dimostrare che vengono cambiati da un ambiente di tipo terrestre (anche se desertico), in un ambiente rosso ed inospitale.

Colori cambiati e calibrazione del colore
Qui è mostrata la prima prova che la NASA ha l'abitudine di cambiare i colori in maniera tale che il blu è visualizzato come rosso:

Ma il giorno 16 Gennaio 2004 l'hanno modificata di nuovo, tagliandola in modo tale da escludere il dispositivo di calibrazione del colore!
Ora un poco di attenzione: notate ora le differenze di colore del dispositivo di calibrazione: quello a sinistra è l'ingrandimento della immagine a 'colori', mentre quello a destra è lo stesso dispositivo, ma fotografato sulla terra.
L'angolo in basso a destra dovrebbe essere blu, ma che è succede, è rosso ! Il colore blu è stato cambiato in rosso. Anche il colore verde del dispositivo di calibrazione è diventato arancio In poche parole, visto che il verde ed il blu sono due dei tre colori fondamentali (e che sono stati cambiati in tonalità di rosso), tutte le tonalità dei colori di questa foto sono stati fatti tendere al rosso.
Gli scienziati del JPL hanno ragione
Alla conferenza stampa dove hanno presentato le prime immagini di Marte, gli scienziati del JPL hanno mostrato questa foto del panorama marziano. È mostrato un deserto dalle tonalità salmone, ma col cielo blu.
Qui sotto ci sono due fotografie della conferenza dove potete vedere voi stessi sullo sfondo il panorama marziano incriminato:

Lo stesso panorama, nel sito ufficiale della NASA viene presentato così:
È evidente come i colori sono completamente diversi....
... così come sono diversi i colori delle immagini che presento sul mio sito.

Edoardo Capuano 

Fonte: users.libero.it/castelli.giovanni


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mercoledì 16 giugno 2010

I COLORI DELLE FARFALLE




Provate ad osservare una farfalla multicolore secondo diversi angoli di visuale: vi accorgerete che alcuni colori variano, mentre altri rimangono inalterati. La spiegazione di questo fenomeno è relativamente semplice, se teniamo presente che i colori delle farfalle possono avere due diverse origini.
I colori di ORIGINE FISICA sono dovuti alla rifrazione ed all'interferenza della luce sulla microstruttura delle squame: queste ultime sono costituite da minuscole lamelle trasparenti attraversate dalla luce bianca.
Nel disegno qui sotto è riprodotta (ad enorme ingrandimento) la microstruttura delle lamelle che costituiscono la superficie delle squame, ed attraverso le quali la luce viene rifratta.








I colori di ORIGINE CHIMICA sono invece dovuti alla presenza di particolari sostanze dette pigmenti disperse nelle squame. Nella maggior parte delle farfalle la colorazione delle ali è il risultato di colori fisici e di colori chimici.
Nel disegno le squame provviste di pigmenti appaiono più scure, mentre quelle responsabili dei fenomeni fisici appaiono più chiare.





Colori per nascondersi:

IL CRIPTISMO

Il colore, non è mai casuale, ha un suo ben preciso significato adattativo. Quando un animale ha un colore simile a quello dell'ambiente in cui vive, esso può dissimularsi meglio e passare inosservato. A questa strategia di sopravvivenza si dà il nome di CRIPTISMO.
In alcune farfalle, come ad esempio nelle Kallima, il criptismo raggiunge i massimi livelli: quando la Kallima ripiega le ali, risulta pressochè indistinguibile dalle foglie secche degli alberi su cui vive, "ricopiandone" persino le nervature.








Kallima inachus
Colori per farsi notare:

IL MIMETISMO


Il "mimetismo " deriva dal greco e significa letteralmente " imitazione". Molte farfalle imitano i colori e la forma di altri organismi, traendone notevoli vantaggi.
Alcune farfalle tropicali imitano ad esempio la sgargiante livrea di altre farfalle dal sapore sgradevole accuratamente evitate dagli uccelli insettivori. In questo modo le farfalle "imitatrici" sono protette dai predatori, in quanto scambiate per i loro incommestibili "modelli".
Altre farfalle hanno le ali sottili e trasparenti ed il corpo ad anelli gialli e bruni: in tal modo vengono scambiate per api o vespe, quindi lasciate in pace.





Heliconius xantocles mellitus


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