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mercoledì 5 agosto 2015

Nasa incontra Plutone


News Horizons, la sonda della Nasa incontra Plutone

Alle 13.39 del 14 luglio il passaggio storico dopo nove anni di viaggio e cinque miliardi di chilometri. La missione in 11 punti.

New Horizons è passata a 12.500 chilometri di distanza da Plutone. La sonda della Nasa  ha raggiunto così la destinazione più remota nella storia delle missioni spaziali, 'toccando' il pianeta nano più conosciuto tra quelli che orbitano nel sistema solare. Un viaggio straordinario, durato 9 anni e mezzo e 5 miliardi di chilometri. Dopo il passaggio ravvicinato, New Horizons ha 'telefonato a casa', inviando segnali sulla Terra e confermando di essere pienamente operativa. Il bip è stato ricevuto alle 2:53 di mercoledì 15 luglio dall'antenna del Deep Space Network della Nasa, vicino Madrid, dopo circa 22 ore di silenzio radio.
La sonda ha catturato immagini e dati di Plutone e delle sue cinque lune: i dati scientifici raccolti e le prime immagini ravvicinate di questi mondi primitivi sono attese nel corso di mercoledì.
Le tappe della missione sono state spiegate punto per punto su Vox: ecco tutto quello che c'è da sapere su New Horizons .


Tutti i numeri della missione di New Horizons.
1. Vedremo Plutone per la prima volta

Man mano che si avvicinava a Plutone, New Horizons, in questi anni, ci inviava immagini sempre migliori della sua superficie. Fino a poco tempo fa, le foto che lo ritraevano erano come la prima che vedete qui sotto. Nel corso delle ultime settimane, invece, il suo aspetto è diventato più reale, come testimonia la seconda foto scattata l'11 luglio 2015.
Il miglioramento è notevole, ma ancora nulla in confronto a quello che la sonda riuscirà a catturare nel punto massimo del suo avvicinamento.
L'ultima immagine ci mostra invece il livello di risoluzione che vedremo nelle foto scattate da New Horizons.

Il livello di risoluzione che ci mostrerà New Horizons.

2. Impareremo anche dalle cinque lune di Plutone

Plutone ha cinque lune, ovvero cinque satelliti naturali conosciuti: Caronte (scoperto nel 1978, con cui Plutone forma una sorta di sistema binario) e quattro satelliti minori (Notte, Idra, Cerbo e Stige, scoperti nel 2012). La sonda raccoglierà grandi quantità di dati su queste lune, rivelando possibili caratteristiche superficiali e forse anche un sottile atmosfera su Caronte.

Le cinque lune di Plutone.

3. La missione è in lavorazione dal 2003

Gli scienziati hanno sognato di inviare una navicella verso Plutone per anni. Gli ingegneri della NASA avevano stabilito di inviare la sonda Voyager 1 su Plutone dopo che era volata verso Saturno nel 1980, prima di decidere di spedirla sulla luna di Saturno, Titano.
Poco dopo l'incontro di Voyager 2 con Nettuno nel 1989 (il che significa che otto dei nove pianeti allora erano stati visitati), gli scienziati hanno cominciato a proporre missioni per Plutone, che per anni furono senza successo.
NEW HORIZONS APPROVATA NEL 2003. Negli anni Novanta, gli scienziati della NASA hanno proposto quattro diverse missioni sul pianeta nano ma la disponibilità economica non era sufficiente per poterle portare a termine.
Nel 2003, il Congresso ha approvato una sonda, più piccola, da lanciare su Plutone tre anni dopo: New Horizons.

Le tappe della missione dal 1977.

4. La sonda viaggia a 36373 miglia all'ora

È difficile capire quanto Plutone sia realmente lontano. Per farsi un'idea, basta sapere che se la Terra fosse della dimensione di un pallone da basket, Plutone sarebbe grande quanto una pallina da golf . Per farla viaggiare così lontano in un ragionevole lasso di tempo, gli ingegneri hanno quindi scelto una piccola sonda che viaggia più velocemente di qualsiasi veicolo spaziale: 36373 miglia all'ora.

La traiettoria di New Horizons.

5. Il viaggio verso Plutone, missione complicata

Il lungo viaggio ha incontrato degli imprevisti. Nel 2011 e nel 2012 gli astronomi hanno scoperto due nuove lune di Plutone: ciò ha portato gli scienziati della missione a preoccuparsi del fatto che il pianeta nano potesse essere circondato da più detriti del previsto, mettendo in pericolo la navicella.
UN BLACK OUT IL 10 LUGLIO. Calcoli successivi hanno evidenziato che la possibilità di un impatto simile è estremamente bassa, ma l'allerta è rimasta alta. Inoltre, il 10 luglio 2015, la sonda ha avuto un black out durato poco più di un'ora, che le ha fatto perdere i contatti con il centro di controllo.

Il passaggio di New Horizons è previsto per le 13.39 del 14 luglio.

6. Dal 24 agosto 2006 Plutone non è più un pianeta

Il 24 agosto 2006 - appena otto mesi dopo che la sonda è stata lanciata - l'International Astronomical Union (IAU) ha ufficialmente deciso che Plutone non è più un pianeta vero e proprio, classificandolo come un pianeta nano.
Il ragionamento che ha portato alla conclusione è stato parzialmente basato sul formato molto piccolo di Plutone, e sul fatto che, negli ultimi anni, gli astronomi hanno scoperto molti altri oggetti di dimensioni simili nella stessa regione di spazio (fascia di Kuiper), tra cui Eris, un pianeta nano che è in realtà più massiccio di Plutone.


Dal 2006 Plutone viene classificato come 'pianeta nano'.

7. La sonda ci dirà un sacco di altre cose su Plutone


Sette strumenti a bordo della sonda.

Non solo scattare fotografie: New Horizons ha sette strumenti scientifici a bordo.
Le principali telecamere (Ralph, Alice, e Lorri) saranno anche in grado di dirci la composizione chimica e la temperatura della superficie di Plutone, così come la densità e la temperatura della sua atmosfera.
ANALISI DELLA PARTICELLE. PEPSSI (Pluto Energetic Particle Spectrometer Science Investigation) sarà invece in grado di rilevare particelle in fuga dall'atmosfera basata sull'azoto del pianeta nano, dicendoci quali altri elementi sono presenti. SWAP (Solar Wind Around Pluto) ci fornirà dati su come tali  particelle interagiscono con il vento solare - il plasma rilasciato dal sole che lo emana per tutto il sistema solare. Insieme, questi due gruppi di dati ci aiuteranno a capire come l'atmosfera di Plutone fluttua nel tempo a causa della sua distanza variabile dal sole.
PRESSIONE E TEMPERATURA. Student Dust Counter - progettato e costruito dagli studenti dell'università del Colorado a Boulder - fornirà invece nuove informazioni sulla densità della polvere nel sistema solare esterno. Dopo il flyby, REX (Radio Science Experiment) trasmetterà e riceverà segnali radio attraverso la sua atmosfera.
Analizzando questi segnali scopriremo la pressione, la temperatura e la composizione dell'atmosfera di Plutone.

Le ceneri di Clyde Tombaugh a bordo della sonda.

8. Bandiere, ceneri e francobolli a bordo di New Horizons

Oltre ai suoi strumenti scientifici, la sonda trasporta alcuni oggetti davvero interessanti.
Tra questi, le ceneri di Clyde Tombaugh - che scoprì Plutone nel 1930 - un cd-rom con i nomi di 434 mila persone che si sono iscritte al progetto, due monete e due bandiere degli Stati Uniti. Infine, un francobollo del 1991 che recita: «Plutone: non ancora esplorato».


9. Tutti i dati torneranno a passo di lumaca: 42 minuti per un'immagine

Poichè New Horizons è così lontana, ci vorranno circa 4,5 ore per ogni dato che la sonda invierà per raggiungere la Terra. Il segnale è talmente debole che la NASA deve utilizzare dischi radio larghi 200 piedi (uno ciascuno in Australia, California e Spagna) per riuscire a raccoglierlo.
INVIO DEI DATI PER OLTRE UN ANNO. Ciò significa che c'è un tasso estremamente basso di trasmissione dei dati: circa 1 kilobit al secondo, più di 50 volte più lento di un modem a 56k dagli anni Novanta. New Horizons, quindi, per trasmettere un'immagine da 1.024 pixel impiegherà più di 42 minuti. Di conseguenza, dopo il suo flyby, il veicolo continuerà l'invio dei dati per oltre un anno.


Da New Horizons alla Terra servono 4,5 ore per l'invio di ogni dato.

10. Dopo Plutone, un'altra destinazione per New Horizons

Dopo Plutone, la navicella volerà a visitare un altro oggetto della fascia di Kuiper - uno dei migliaia di pezzi di roccia ghiacciata in orbita intorno al sole oltre Nettuno, di cui Plutone è uno dei più grandi. Gli scienziati devono ancora selezionare l'oggetto per la missione tra due potenziali, che sono entrambi di larghezza da 30 a 50 miglia.
Se tutto va secondo i piani, la sonda raggiungerà uno di loro nel 2019, scattando altre foto e raccogliendo ulteriori dati su questi oggetti misteriosi a milioni di miglia di distanza.

11. Questa missione è esplorazione pura

New Horizons ci darà informazioni molto pratiche che gli scienziati potranno utilizzare per rispondere a una delle più grandi domande sul nostro sistema solare: come si è formato.
Si ritiene che Plutone, quando si è formato, fosse molto più vicino al sole - passando attraverso le stesse fasi di sviluppo della Terra e di altri pianeti rocciosi - prima di essere spinto verso l'esterno miliardi di anni fa. Tutti i dati raccolti sulla sua geologia, atmosfera e lune aiuteranno gli scienziati a perfezionare la loro idee su questo primo periodo della storia del nostro pianeta.
LA FINE DEL VIAGGIO. Ma New Horizons darà gratificazione a qualcosa di più profondo: il nostro costante bisogno di esplorazione. Dopo aver mappato la Terra abbiamo continuato a spingerci verso l'esterno, inviando navicelle spaziali a turno verso ogni pianeta. Dopo tre miliardi di miglia di volo e nove anni di viaggio News Horizons incontra Plutone.



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