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giovedì 24 gennaio 2013

La scienza e il punto G


Il punto nodale: il punto G
Oggi si sa che l’anatomia femminile è estremamente variabile. Nelle prime settimane di vita fetale bimbi e bimbe sono uguali. Poi si differenziano.
I maschi da adulti avranno un utero interno atrofizzato, le femmine organi maschili più o meno atrofizzati: una ghiandola prostatica, vasi sanguigni come nel corpo cavernoso del pene, nervi dedicati al piacere e muscoli che si contraggono quando questa zona viene stimolata.
 Residuo. Il punto G, che è residuo di questi annessi, fu scoperto nel 1950 da un ginecologo tedesco, ­Ernst Gräfenberg: un’area della parte anteriore della vagina, a 1,5-4 cm di profondità, che, opportunamente stimolata, sarebbe la responsabile degli orgasmi “vaginali”. Emanuele Jannini, ordinario di endocrinologia e sessuologia medica all’Università de l’Aquila, ne ha documentato la presenza nel 20% delle donne cui è stata fatta l’autopsia, e ha documentato con l’ecografia la differenza fra le donne con e senza punto G.

leggi tutto http://cipiri8.blogspot.it/2013/01/trovato-il-punto-g.html

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