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mercoledì 9 maggio 2018

Scoperti i Segreti Genetici del Profumo delle Rose



Una collaborazione internazionale ha ottenuto un sequenziamento di elevata qualità del genoma di Rosa chinensis, una specie fondamentale per le moderne ibridazioni delle rose. I dati, combinati con quelli delle analisi biochimiche e molecolari, hanno svelato nuovi cammini genetici correlati al colore e al profumo della rosa e hanno anche identificato altri geni 
probabilmente responsabili della fioritura.

Getta una luce sui segreti genetici e molecolari responsabili del colore e del profumo della rosa il sequenziamento del genoma della specie Rosa chinensis pubblicato su “Nature Genetics” da Olivier Raymond dell’Università di Lione-CNRS e colleghi di un’ampia collaborazione internazionale.

Le rose sono tra le piante ornamentali coltivate dall'uomo fin dall'antichità, per esempio in Cina, e sono attualmente tra le più coltivate in tutto il mondo. La domesticazione è stata motivata dalle loro caratteristiche ornamentali e il valore terapeutico e cosmetico, e l’intervento degli esseri umani, con successivi incroci e innesti susseguitisi per secoli, ha reso l’evoluzione del genere Rosa estremamente complesso e variegato.


Oggi si contano circa 200 specie del genere Rosa, più della metà delle quali sono poliploidi, sono cioè dotate di diversi corredi cromosomici completi. Ma a contribuire alle attuali complesse cultivar di rose ibride (Rosa hybrida) si ritiene che siano state solo da 8 a 20 specie, originarie del continente europeo, dell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, tutte tendenzialmente tetraploidi.

Questi successivi incroci hanno dato origine agli ibridi di rosa tea, considerati i progenitori delle rose moderne e caratterizzate da tratti fenotipici straordinariamente diversi. Tra i tratti genetici originari della rosa cinese, spiccano la fioritura ricorrente, i colori e il profumo.


Nonostante i recenti progressi, la mancanza della sequenza del genoma della rosa ha ostacolato la conoscenza dei fattori molecolari e genetici determinanti per questi tratti e della loro storia evolutiva. Proprio a causa dei lunghi processi d’ibridazione, i genomi delle rose sono un rompicapo per gli studiosi, nonostante la loro dimensione relativamente piccola, 
valutata in soli 560 Mb (milioni di basi).

Raymond e colleghi sono riusciti ad assemblare un genoma di elevata qualità di una varietà di rosa cinese chiamata Old Blush. Sono così riusciti a condurre un’analisi genomica comparativa con altre piante come fragola, albicocca, pesca, mela e pera per ricostruire 
l’albero filogenetico e l’evoluzione della rosa.


L’informazione genomica, combinata con le analisi biochimiche e molecolari, ha svelato nuovi cammini genetici correlati al colore e al profumo della rosa e hanno anche identificato altri geni probabilmente responsabili della fioritura. Tutte queste nuove informazioni, complessivamente, potrebbero trovare utile applicazione nelle tecniche genetiche per migliorare le coltivazioni.

Gli autori auspicano che questa nuova risorsa genomica rappresenti una base scientifica solida per ricercatori e ibridatori di rose da cui partire per manipolare aspetti fondamentali della fisiologia delle diverse varietà, quali la fioritura, il colore, l’efficienza dell’innaffiatura, l’intensità del profumo, o l’incremento della vita in vaso.


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