giovedì 21 gennaio 2016

Giove, Marte, Saturno, Venere e Mercurio, tutti in fila nel 2016



Giove, Marte, Saturno, Venere e Mercurio, tutti in fila. 

Sono i cinque pianeti più luminosi, visibili a occhio 
nudo nel cielo, 'appesi' a un filo immaginario che corre da sud-est a ovest. Una configurazione così non accadeva dal 2005 e sarà l'occasione per ammirarli tutti in questa affascinante coreografia. Per 
osservarla ci sarà molto tempo, lo spettacolo andrà infatti in scena dal 20 gennaio per terminare un 
mese dopo. Sarà facile individuarne i protagonisti, a cominciare da Venere e Giove, in assoluto i corpi più luminosi della volta celeste notturna dopo la Luna. 
Tra loro, lungo la linea virtuale, Saturno e Marte. 

A completare il quintetto sarà Mercurio, che sorgerà in prossimità dell'alba, cioè poco dopo le sei del 
mattino. Verso la fine di febbraio prenderà parte all'insolito allineamento anche la Luna

 Il cielo dà spettacolo: dal 20 gennaio il grande «filotto» del Sistema solare
Fino al 20 febbraio cinque pianeti (più la Luna) visibili nel cielo un’ora prima dell’alba guardando verso sud. A fine mese il momento migliore per l’osservazioneIl cielo dà spettacolo: dal 20 gennaio il grande «filotto» del Sistema solare

Tutti in fila per cinque, anzi sei. Saranno ben cinque i pianeti del Sistema Solare (Mercurio, Venere, 
Saturno, Marte e Giove) ai quali si aggiunge la Luna tra gli ultimi due che saranno visibili in cielo 
guardando verso sud a partire dal 20 gennaio fino a metà di febbraio. Per osservarli bene, però, oltre a munirsi di un piccolo telescopio o di un buon binocolo, occorrerà alzarsi molto presto: un’ora prima 
dell’alba. Ma gli appassionati di astronomia sono abituati alle «alzatacce».
L’allineamento
I cinque pianeti e la Luna, che con il suo chiarore dominerà il cielo, saranno allineati in un’ipotetica linea ascendente da sud-est in direzione sud-ovest. Il giorno migliore per osservare l’allineamento? Sabato mattina del 30 gennaio. La particolarità è la presenza di Mercurio che sale sopra l’orizzonte poco prima dell’alba e che nei giorni successivi si sposterà fino ad arrivare quasi sotto a Venere. Anche la Luna si sposterà velocemente in cielo: il 28 gennaio apparirà nei pressi di Giove, poi il 1° febbraio quando sarà all’ultimo quarto si potrà osservare accanto a Marte. Un po’ alla volta il nostro satellite si sposta verso sud-est e il 4 febbraio sarà delle parti di Saturno, due giorni dopo di accosterà a Venere e per finire il giorno 6 una piccolissima falce si potrà osservare sotto Mercurio.
Il prossimo nel 2018
Un allineamento simile non accadeva dal 2005 e il prossimo nell’emisfero boreale comparirà solo nel 2018. A meno di spostarsi nell’emisfero meridionale nel prossimo mese di agosto.

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Tutto l’universo in una sola immagine


Tutto l’universo in una sola immagine 


L’artista Pablo Carlos Budassi ha sovrapposto le immagini scattate dai telescopi satellitari a una mappa logaritmica dell’universo creata a PrincetonTutto l’universo in una sola immagine .

L’artista Pablo Carlos Budassi ha sovrapposto le immagini scattate dai telescopi satellitari a una mappa logaritmica dell’universo creata a Princeton

 Come è possibile far stare tutto l’universo conosciuto in una sola immagine? Si può se si usa una scala logaritmica. E si ha molta pazienza. È quanto ha fatto l’artista Pablo Carlos Budassi che, utilizzando numerose immagini scattate dai telescopi satellitari e sovrapponendole alla mappa logaritmica dell’universo messa a punto dagli astronomi dell’Università di Princeton, ha realizzato un’immagine che ha anche una notevole valenza estetica.

Mappa logaritmica
Partendo dal Sole e dai pianeti che gli ruotano intorno, lo sguardo si amplia alla Nube di Oort, la zona ai margini del Sistema Solare che comprende pianeti e comete ghiacciate. Dopo di che si passa alle stelle della Via Lattea, e poi alle galassie vicine come quella di Andromeda. Poi sempre più in là, verso le galassie più lontane e gli ammassi galattici. Finché si giunge al margine dell’universo conosciuto, rappresentato dal fitto reticolo «spugnoso» della radiazione cosmica di fondo a microonde, ciò che rimane del Big Bang. Infine un anello di plasma di quark-gluoni circonda l’intera immagine: è la «zuppa» primordiale originata dal Big Bang nei primi istanti (miliardesimi di miliardesimi di miliardesimi di secondo) del nostro universo.Come è possibile far stare tutto l’universo conosciuto in una sola immagine? Si può se si usa una scala logaritmica. E si ha molta pazienza. È quanto ha fatto l’artista Pablo Carlos Budassi che, utilizzando numerose immagini scattate dai telescopi satellitari e sovrapponendole alla mappa logaritmica dell’universo messa a punto dagli astronomi dell’Università di Princeton, ha realizzato un’immagine che ha anche una notevole valenza estetica.

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lunedì 11 gennaio 2016

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venerdì 1 gennaio 2016

La Cometa Catalina ci Inserisce nel 2016




Come vedere Catalina, 
Ha due code ed è possibile osservarla fino a fine gennaio puntando il binocolo verso il cielo in direzione est, in piena notte o poco prima dell'alba.

La cometa del Natale 2015 si chiama C/2013 US10 Catalina e da inizio dicembre è osservabile in piena notte e prima dell'alba con un piccolo telescopio o un binocolo. Raggiungerà il punto più vicino alla Terra il prossimo 17 gennaio, per poi dirigersi verso i confini del Sistema Solare, per cui non rimane ancora moltissimo tempo per assistere al suo passaggio.

COSA C'È DA SAPERE. Catalina è una cometa non periodica del Sistema Solare, individuata il 31 ottobre 2013 dal Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona. Ha toccato il perielio (il punto dell'orbita di massimo avvicinamento al Sole) il 15 novembre 2015; prima di allora era stata visibile per mesi solo nell'emisfero australe.

Il suo piano orbitale è inclinato di 149° rispetto a quello dell’eclittica (il piano dell’orbita terrestre), un dato che ne rivela  la provenienza dalla Nube di Oort, l’enorme inviluppo di corpi ghiacciati che avvolge il nostro sistema planetario.

ORA O MAI PIÙ. Il suo periodo di rivoluzione intorno al Sole doveva essere originariamente di alcuni milioni di anni, ma la probabile collisione con un altro corpo celeste ha fornito a C/2013 US10 l'energia necessaria per "scappare" dalla nostra stella (orbita iperbolica). Si tratta quindi del suo primo e unico passaggio all'interno del Sistema Solare e di un'occasione irripetibile per poterla scrutare insieme alle sue due code: una composta da gas ionizzati e l'altra da polveri di varie dimensioni.

COME OSSERVARLA. La sua magnitudine staziona tra il 5 e il 6, il che la rende tecnicamente visibile a occhio nudo. Tuttavia, per centrare l'obiettivo è consigliabile almeno un binocolo, a meno che il cielo non risulti molto scuro. Per trovare Catalina bisogna puntare lo sguardo a est: il 24 dicembre entrerà nella costellazione del Bifolco (Bootes), passando vicino alla luminosa stella Arturo il 1 gennaio 2016. Il 17 gennaio la cometa sarà a "soli" 108 milioni di chilometri dalla Terra: in quella data farà capolino nel cielo dalle ore 22, nei dintorni dell’Orsa Maggiore.

Salvo imprevedibili outburst, la luminosità apparente di Catalina si spegnerà poi gradualmente, rendendo necessario l'utilizzo di un telescopio professionale già da fine gennaio.

Leggi come sarà il tuo 2016


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