mercoledì 19 febbraio 2014

Giordano Bruno : piogge di meteoriti e bagliori nel cielo



Il 17 febbraio , è stato l'anniversario della morte 
di Giordano Bruno, sul rogo.

 Il modo migliore per celebrare la sua opera è riconoscere la sua previsione degli eventi che stanno accadendo e ai quali i media prestano scarsa attenzione. Sono le piogge dei meteoriti e i bagliori nel cielo che gli astronomi, invece, non hanno previsto. Oltre al meteorite che, la mattina del 15 febbraio 2013, ha colpito la Russia con un’energia pari a 30 volte quella della bomba su Hiroshima, ci sono stati bagliori il 14, in Giappone e, il 13 in Belgio, Olanda e in Germania. A Cuba ci sono anche testimonianze di bagliori in cielo presso la città di Cienfuegos.

L’asteroide DA14 che, il 15 febbraio di sera (ora italiana), si è avvicinato alla Terra, è stato previsto con precisione. Molti sentono che questi fenomeni sono legati. La Nasa e gli astronomi lo escludono. Le due traiettorie sono diverse, affermano gli esperti. Nel video il meteorite in Russia è passato da sinistra a destra di fronte al sole che sta sorgendo, il che significa che viaggiava da Nord a Sud. L’asteroide DA14 ha, invece, percorso il cielo nel verso opposto, da Sud a Nord.

“Doppio è il movimento delle cose”, scriveva Giordano Bruno. Oggi ci sono moltissimi fatti ed eventi che testimoniano l’esistenza di movimenti doppi, opposti e quindi tali da alimentarsi a vicenda. Il moto in un verso si compensa con quello opposto. Se uno è orario, l’altro è antiorario e deve essere pari all’altro. Gli esempi sono molteplici: uno dei tanti è il doppio vortice in Antartide.

In teoria deve esistere la parità tra i due movimenti. In pratica si osserva, invece, la non parità, sia nel piccolo atomo che nel grande universo. E’ un mistero per la scienza, in particolare, per l’astronomia che finge di ignorare la relazione tra uomo e universo: è la stessa osservazione scientifica, limitata al solo passato, un fatto che sembra ovvio, ma che non lo è affatto. Nulla vieta che il futuro già esista e che alcuni riescano a contattarlo. E’ il caso di grandi geni quali Giordano Bruno che lo manifesta annunciando con secoli di anticipo di ciò che ora sta accadendo. Cito alcuni tratti del suo famoso LAMENTO ERMETICO, scritto nel suo libro Lo Spaccio de la Bestia Trionfante.

“Le tenebre si proponeranno alla luce, la morte sarà giudicata più utile che la vita, nessuno alzarà gli occhi al cielo, il religioso sarà stimato insano, l’empio sarà giudicato prudente, il furioso forte, il pessimo buono… Non si udirà cosa degna di cielo e di celesti… Solo angeli perniciosi rimarranno, li quali meschiati con gli uomini, forzeranno gli miseri all’audacia di ogni male… donando materia a guerre, rapine, frodi e tutte altre cose contrarie all’anima e alla giustizia naturale… Ma non dubitare, Asclepio, perché dopo che saranno accadute queste cose, allora il Signore e Padre Dio governator del mondo, l’onnipotente Provveditore per diluvio di acqua e di fuoco, di morbi e di pestilenze, o altri ministri della sua giustizia misericordiosa, donarà fine a cotal macchia, richiamando il mondo all’antico volto.”

Come ho già detto più volte, stiamo vivendo la fine di un’esistenza uterina, limitata a osservare il passato, e la NASCITA di un NUOVO UNIVERSO che svela la parità tra passato e futuro e la crucialità del presente, l’unico attimo in cui possiamo agire. Per me urge riconoscere il grande inganno al quale abbiamo dato credito: il tempo lineare, un’unica freccia del tempo in base al quale si calcola tutto, moti degli astri, salari, profitti… debiti.

Oggi noi, italiani, siamo chiamati alle urne. Votare o non votare? Questo è il problema. “Morire, dormire, sognare forse…” dice Amleto. Perché la veglia è “realtà”, mentre i sogni, i bisogni insoddisfatti e le notti sempre più insonni sfuggono come parole al vento? Perché, come diceva Bruno, diamo credito a idoli falsi, PIL, spread, rating, etc. Le poesie e le canzoni dicono molto di più delle parole dei politici. La mia sensazione è che nessun partito sarà in grado di governare e/o di risolvere la “crisi”. È finanziaria? No, è quella di una “conoscenza” che crede agli “idoli falsi”, cioè a valori virtuali tra cui il pilastro portante di tutti i conti: il tempo. Molti eventi dimostrano che il ritmo del tempo sta mutando ed è già cambiato molte volte nel corso dell’evoluzione, in modo improvviso e imprevisto.

Le religioni, che dicono di rappresentare l’eternità, e le scienze, scambiate per certezze, non lo sanno o, forse, fingono di non saperlo. La “misteriosa” pioggia di meteoriti è sepolta da un’ignoranza che nessun “esperto” vuole ammettere: il sistema solare e le varie fasce di asteroidi, che lo compongono, stanno mutando a ritmi accelerati, insieme alla gravità e alla rotazione di tutti i corpi celesti, terra e sole inclusi. Dobbiamo temere per la nostra incolumità? Io proporrei di occuparci della nostra dignità. Ci sono molti fatti che non emergono in TV, se incrinano il credo nei limiti di energia e nella linearità del tempo. L’antico impero romano aveva individuato il segreto del potere: divide et impera.

La “crisi” è culturale, dipende da tutta la serie di divisioni false, con cui siamo “educati” e a cui, perciò, crediamo: prima tra tutte quella tra energia a tempo e, non ultima, la falsa divisione tra cielo e terra. Il doppio movimento c’è nel cuore della Terra, nelle molecole organiche, che compongono il nostro corpo, e nel Campo Magnetico Interplanetario (Interplanetary Magnetic Field) che sta trasformando l’intero sistema solare a ritmi crescenti.

Prima era un peccatore. Ora l’uomo è un elettore, sperduto su una terra senza risorse e con un’energia oscura “misteriosa” che sta dilatando tutto l’universo e risvegliando la sua coscienza. Il problema è il credo in una “conoscenza” che non è tale. La natura mostra il doppio movimento, la parità tra passato e futuro che riporta al centro le nostre azioni nel presente. Io sto lavorando per un futuro tutto nuovo e non ho alcun interesse a votare per dei rappresentanti che pretendono di risolvere i problemi senza affrontare l’inganno che li provoca: il credo nel tempo lineare.

Ringrazio Giordano Bruno per avermi aiutato a capire,,,



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giovedì 13 febbraio 2014

Illusione Ottica


Un esempio classico di illusione di irradiazione:
 un quadrato nero su sfondo bianco sembra più piccolo dello stesso quadrato bianco su sfondo nero (Wikimedia Commons)

I meccanismi percettivi alla base dell'illusione ottica per cui un oggetto, a parità di dimensioni, appare come più grande quando è chiaro su fondo scuro, rispetto a quando è di colore scuro su fondo chiaro, sono stati svelati dal neuroscienziato Jens Kremkow e colleghi della State University of New York, che firmano un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Science”.

All'origine di questo inganno dei sensi, scoperto da Galileo Galilei osservando i pianeti, vi sarebbe una differenza tra i differenti canali neuronali che dalla retina afferiscono al talamo e sono responsabili della percezione degli stimoli luminosi e quelli deputati invece alla percezione degli stimoli non luminosi. Il risultato spiega così in modo esauriente una serie di fenomeni importanti anche nella nostra vita quotidiana, perché influenzano per esempio la percezione dei visi quando sono solo parzialmente illuminati, o la lettura di un testo scritto con caratteri neri su fondo bianco, o viceversa con caratteri bianchi su fondo scuro.

Il telescopio di Galileo Galilei, presso il Museo di storia della scienza a Firenze (© Gustavo Tomsich/Corbis) La prima notizia storica di quella che viene definita I meccanismi percettivi alla base dell'illusione ottica per cui un oggetto, a parità di dimensioni, appare come più grande quando è chiaro su fondo scuro, rispetto a quando è di colore scuro su fondo chiaro, sono stati svelati dal neuroscienziato Jens Kremkow e colleghi della State University of New York, che firmano un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Science”. All'origine di questo inganno dei sensi, scoperto da Galileo Galilei osservando i pianeti, vi sarebbe una differenza tra i differenti canali neuronali che dalla retina afferiscono al talamo e sono responsabili della percezione degli stimoli luminosi e quelli deputati invece alla percezione degli stimoli non luminosi. Il risultato spiega così in modo esauriente una serie di fenomeni importanti anche nella nostra vita quotidiana, perché influenzano per esempio la percezione dei visi quando sono solo parzialmente illuminati, o la lettura di un testo scritto con caratteri neri su fondo bianco, o viceversa con caratteri bianchi su fondo scuro.

Bianco su nero: scoperto il segreto dell'illusione ottica di Galileo Il telescopio di Galileo Galilei, presso il Museo di storia della scienza a Firenze (© Gustavo Tomsich/Corbis) La prima notizia storica di quella che viene definita "illusione di irradiazione" si trova nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, del 1632, in cui Galileo riferisce di aver constatato nel corso delle sue osservazioni astronomiche che “i corpi splendenti di luce piú vivace si irraggiano assai piú che quelli che sono di luce piú languida”.

L'effetto è eclatante se si osserva il cielo notturno a occhio nudo: per la sua luminosità, Venere appare molto più grande di Giove. Le proporzioni ritornano tuttavia quelle reali se si osserva la stessa scena col telescopio. Scrive ancora Galileo: "Io ho piú volte veduto Giove e Venere insieme, lontani dal Sole 25 o 30 gradi, ed essendo l'aria assai imbrunita, Venere pareva bene 8 ed anco 10 volte maggior di Giove, mentre però si riguardavono con l'occhio libero; ma guardati poi co 'l telescopio, il disco di Giove si scorgeva veramente maggior quattro e piú volte di quel di Venere, ma la vivacità dello splendor di Venere era incomparabilmente maggiore della luce languidissima di Giove".

Galileo capisce che si tratta di un'illusione ottica, anche se non ne comprende il funzionamento: “In questo ci ha gran parte l'impedimento del nostro occhio stesso, dal quale gli oggetti risplendenti e lontani non ci vengono rappresentati semplici e schietti; ma ce gli porge inghirlandati di raggi avventizii e stranieri, così lunghi e folti, che il lor nudo corpicello ci si mostra ingrandito”.

 Sulla questione ritornò due secoli e mezzo più tardi Hermann von Helmholtz, nella sua Ottica fisiologica, osservando che quando un oggetto che aumenta la sua luminosità, per esempio nel caso di una fenditura retroilluminata, la Sulla questione ritornò due secoli e mezzo più tardi Hermann von Helmholtz, nella sua Ottica fisiologica, osservando che quando un oggetto che aumenta la sua luminosità, per esempio nel caso di una fenditura retroilluminata, la "sensazione” non aumenta in misura proporzionale, ma molto di più; cioè non segue una legge di linearità.

Nel loro studio, Kremkow e colleghi considerano i due canali neuronali separati che dalla retina arrivano al talamo, noti come ON e OFF perché sono attivati, rispettivamente, dalla luce e dalla mancanza di luce. I ricercatori hanno dimostrato che i neuroni OFF, incrementano la loro risposta in modo lineare con il diminuire della luminosità dell'oggetto, indipendentemente dalla luminosità dello sfondo. Per contro, i neuroni ON saturano la loro risposta con lievi incrementi della luminosità e riproducono la linearità dei neuroni OFF solo quando sono presenti sfondi di colore chiaro.

Ciò dimostra, secondo gli autori, che l'illusione d'irradiazione si può spiegare sulla base del fatto che esiste una differenza fondamentale nel tipo di risposta tra neuroni ON e neuroni OFF, che complessivamente determina una "sovra-rappresentazione" delle risposte OFF nella corteccia cerebrale.




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FIRENZE UFFIZI : RINVENUTA UNA NECROPOLI DI 1500 ANNI FA


RINVENUTA UNA NECROPOLI DI 1500 ANNI FA GLI SCAVI RIVELANO
 LA STORIA INEDITA DI FIRENZE 

Gli archeologi hanno scoperto 60 scheletri risalenti all'era altomedievale durante i lavori nel complesso monumentale degli Uffizi

Gli ultimi 5 mesi di lavori nell’ambito del progetto Nuovi Uffizi hanno portato alla luce un’importante scoperta che va a riempire quel tassello mancante nella storia della città di Firenze in epoca altomedievale.

Dagli scavi archeologici nell’area sottostante la Biblioteca degli Uffizi, adiacente a piazza del Grano, è stata rinvenuta una necropoli risalente al V-VI secolo con circa 60 scheletri. Attualmente è visibile solo una parte di un’area cimiteriale più vasta, con fosse multiple in cui i defunti venivano stipati testa-piedi uno accanto all’altro. Una catastrofe riconducibile ad una epidemia - forse la Peste giustinianea - ancora in fase di accertamento tramite l’analisi del DNA presso il laboratorio di paleogenetica dell’Università di Mainz.

Escluse le ipotesi di eccidio e di morte per fame in fase di assedio, questo cimitero collocato sopra un rilievo nei pressi del fiume, in una zona comunque oggetto di inondazione nelle fasi di maggiore portata, testimonia un disastro di porzioni immani che ha sicuramente contribuito al noto lungo periodo di decadenza della città e alla sua quasi scomparsa dalla storia.

I 60 scheletri rinvenuti sono di estrema importanza scientifica anche perché rappresentano un campione consistente della popolazione fiorentina tra il tardo antico e l’alto Medioevo e permettono di disegnare un quadro dei fiorentini dell’epoca e delle loro condizioni di vita, di salute, di alimentazione e di attività lavorative.

di Katia Boccanera


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