giovedì 2 maggio 2013

Il sangue rivelerà l’Alzheimer prima dei sintomi



Un test del sangue rivelerà l’Alzheimer anni prima dei sintomi.

Una diagnosi tempestiva sarebbe utlie per ritardare di anni la sua insorgenza, o anche di modificarne il decorso.
Scienziati australiani hanno trovato un modo per sviluppare un test del sangue che permetta di prevedere l’insorgenza dell’Alzheimer anni prima che compaiano i sintomi, e quindi di intervenire tempestivamente per rallentarne il progresso. I ricercatori guidati dall’esperta di bioinformatica Samantha Burnham, dell’ente nazionale di ricerca Csiro, hanno identificato dei marker biologici che segnalano che la malattia comincia a svilupparsi nel cervello. Nel progetto descritto sulla rivista Molecular Psychiatry, i ricercatori hanno usato complessi modelli matematici per analizzare i dati di 273 persone e hanno concluso che i cambiamenti nel sangue e nella tomografia cerebrale coincidevano con un’accuratezza dell’80%.

Uno dei primi cambiamenti associati con l’insorgenza della malattia è l’accumulo progressivo della proteina tossica amiloide beta, che si deposita in placche nel cervello. Un accumulo che diventa anormale circa 17 anni prima che emergano i sintomi di demenza. «Una diagnosi tempestiva è di importanza critica per conseguire una reale differenza nella battaglia contro l’Alzheimer, per dare alle persone a rischio una possibilità molto maggiore di ricevere trattamento, in modo da ritardare di anni la sua insorgenza, o anche di modificarne il decorso - scrive Burnham - Un’analisi del sangue sarebbe una prima fase ideale per aiutare a identificare molte più persone a rischio, prima che una diagnosi sia confermata da test cognitivi e tomografia cerebrale».
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