domenica 12 agosto 2012

Cura per il cancro poco redditizia

 

Trovata la cura per il cancro. Ma non interessa perchè non "rende".

Le grandi Case Farmaceutiche la snobbano perchè non è un “affare”.


E’ una soluzione semplice ed è sempre stata sotto il naso degli scienziati. C’è da utilizzare il di-cloro-acetato, che attualmente è impiegato nei problemi metabolici. La scoperta della sua efficacia contro i tumori è stata fatta nell’Università canadese di Alberta nel gennaio 2007. Stranamente, i media non ne hanno parlato. Eppure è una sostanza che può essere utilizzata da chiunque, non ha effetti collaterali particolari ed è estremamente economico (a differenza dei costosi farmaci antitumorali prodotti dalle grandi Aziende Farmaceutiche internazionali). Gli scienziati canadesi hanno testato il DCA (di-cloro-acetato) ed hanno ucciso le cellule tumorali dai polmoni, dal seno e dal cervello lasciando integre le cellule sane. Lo stesso risultato era stato ottenuto alimentando cavie ammalate con acqua contenente DCA.
Il DCA agisce sui mitocondri delle cellule malate portandole all’apoptosi cellulare e di conseguenza alla morte delle cellule malate. E’ ampiamente disponibile in quanto già utilizzato per la cura dei disturbi alimentari. Potete trovare maggiori informazioni su thedcasite.com  sul quale vengono pubblicate le esperienze, i dosaggi, i vari casi, i pro e contro.
DOMANDA: perchè le Case Farmaceutiche snobbano la scoperta?
RISPOSTA: probabilmente perchè il metodo è naturale e non può essere brevettato. Niente brevetto, niente affari. Senza brevetto non è possibile sfruttare la scoperta come stanno facendo, ad esempio, con le costosissime cure per l’AIDS. Meglio che la gente continui a finanziare campagne anti-tumori ed a pagare salate le cure sul mercato.
Ma forse c’è una speranza: piccoli Laboratori indipendenti potrebbero iniziare a produrre il DCA e, dopo le previste procedure, commercializzare finalmente il farmaco.


La scoperta è abbastanza datata: gennaio 2007. Il dottor Evangelos Michelakis, professore del reparto di medicina presso l’Università di Alberta (Canada), ha dimostrato che il di-cloro-acetato provoca una regressione in diversi tumori, tra cui quello del polmone, della mammella e del cervello. Il team di scienziati che lo ha coadiuvato nella ricerca ha pubblicato un articolo sulla rivista scientifica Cancer Cell nel quale viene riportata la scoperta di questa semplice molecola, a buon mercato, che ha attivato il meccanismo di apoptosi (non la necrosi) delle cellule tumorali. Per apoptosi si intende una forma di morte cellulare programmata. La cura con DCA ha provocato un rapido ritiro delle cellule tumorali nelle cavie da laboratorio. Il tumore si è ridotto del 70% in 3 settimane. Ovviamente, non tutti i tumori reagiscono allo stesso modo. Il sarcoma, ad esempio, non risponde al DCA. Sempre in quell’anno è stato aperto un sito specifico per il DCA (www.thedcasite.com) sul quale vengono pubblicate le esperienze, i dosaggi, i vari casi, i pro e contro. In America non è stato ancora approvato, come cura contro il cancro, dalla FDA (Food and Drug Administration), per cui le Aziende farmaceutiche non si danno da fare con le ricerche, anche perchè il DCA non è brevettabile (no brevetto = no business).

Un lettore, a proposito dell’utilizzo di DCA nella cura contro alcuni tipi di tumore, ci ha evidenziato un articolo (del quale non conosciamo l’autore) che è apparso su scienceblogs nel maggio dello scorso anno e che parla dell’argomento. Volendolo riassumere, perchè ci sembra equilibrato, dice che non è corretta la notizia che il DCA guarisca certamente il cancro. Il primo problema è che (al momento di quell’articolo) non erano ancora iniziate le sperimentazioni sull’uomo, anche se sulle cavie i risultati erano molto incoraggianti. Dice che a suo tempo è stata calcata la mano per dare risalto alla notizia, che è stata diffusa dai magazine. Però il DCA ha in effetti delle potenzialità, perchè è in grado di inibire l’enzima che regola l’ossigenazione del mitocondrio presente nella cellula e dare il via al processo di apoptosi della cellula malata. Ci sono buone ragioni per pensare questo potrebbe funzionare. Molte cellule tumorali insorgono in tessuti poveri di ossigeno e inibire il loro mitocondrio potrebbe essere determinante per la loro sopravvivenza. Il DCA sembra anche essere un farmaco relativamente sicuro. Viene utilizzato da decenni in pazienti con disturbi metabolici. Questo è incoraggiante, perchè esiste un’abbondante casistica sugli effetti del DCA, e basterebbe spostare la ricerca sulla cura del cancro anche se, come già detto, il DCA non è una bacchetta magica e non potrà risolvere tutti i casi di cancro. Bisognerebbe sollecitare ulteriori indagini su questo promettente farmaco e chiedere l’inizio delle sperimentazioni cliniche, ma è troppo presto per parlare di “cura per il cancro”. É vero che le Industrie Farmaceutiche americane non investono in questo progetto perchè dovrebbero investire svariati milioni di dollari che ben difficilmente vedrebbero rientrare, poiché il DCA non è un prodotto brevettabile. L’augurio è che una comunità accademica indipendente si faccia carico della ricerca, ma le spese dovrebbero essere sopportate da un Ente pubblico.
Gira, gira, l’ultima parola sembrano sempre averla i soldi.


Vale la pena di informarsi e di attivarsi.
Via


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