mercoledì 6 ottobre 2010

Procreazione assistita




Le coppie che cercano un figlio a tutti costi sono in continua battaglia: contro il tempo, contro il corpo, contro le leggi.



Solitamente le coppie, dopo qualche anno di tentativo infruttuoso nella ricerca della gravidanza, si rivolgono ad un ginecologo, al medico di base o direttamente ai centri di procreazione assistita. Inizialmente vengono prescritti esami diagnostici e da qui parte una processione e il consulto a medici diversi. C’è chi rassicura, chi dice di portare pazienza e chi invece consiglia di intervenire subito.


La legge 40
In Italia, nel 2004 è stata introdotta la legge 40, che fissa le tecniche mediche utilizzabili dalla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Ci sono vari divieti che nel corso degli anni sono stati criticati dagli interessati, dai medici e da alcuni politici. Nel 2005 fu fatto un referendum per abrogare la legge 40, ma non raccolse il numero di votanti necessario. Di seguito elenchiamo alcune regole per sottoporsi a PMA.
  1. L’accesso alle tecniche di procreazione sono consentite solo alle coppie sterili e non a quelle con malattie genetiche.
  2. È vietato il ricorso a gameti donati (ovuli o spermatozoi).
  3. La conservazione degli embrioni e l’analisi pre-impianto sono vietate.
  4. Si possono fecondare e impiantare solo tre ovociti alla volta.
Procreazione assistita
Le principali tecniche utilizzate
Le coppie che si avvalgono della procreazione medicalmente assistita, spesso fanno molti tentativi e cercano più possibilità. Così se una tecnica non porta ad una gravidanza, spesso le persone ricorrono ad altri metodi. Quindi il sottoporsi ad un intervento non esclude la possibilità di tentarne un altro. Le principali tecniche sono le seguenti:
  • Inseminazione Artificiale intrauterina: viene scelta quando c’è una diagnosi inspiegabile di infertilità o una lieve sterilità maschile. Questa tecnica prevede che lo sperma venga trattato in laboratorio così da ottenere spermatozoi più vitali e adatti alla fecondazione; i migliori vengono selezionati e iniettati direttamente nell’utero nel periodo dell’ovulazione, attraverso un piccolo catetere. È la tecnica maggiormente utilizzata dalle coppie, ben il 60.9 %.
  • Procreazione assistitaFecondazione in vitro (Fivet): usata dal 48,3 % delle persone che usano la PMA per avere una gravidanza, prevede anche il trasferimento degli embrioni in utero ed è usata nei casi di infertilità inspiegabile o quando ci sono problemi meccanici nell’apparato riproduttivo femminile (tube chiuse, difficoltà ovulatoria) e nei casi di moderata infertilità maschile. Questa tecnica prevede il prelievo di ovuli e sperma, la lavorazione in laboratorio degli spermatozoi e la successiva fecondazione (contatto tra ovuli e spermatozoi) in modo da ottenere gli embrioni in vitro (al massimo 3). Una volta ottenuti gli embrioni vengono iniettati nell’utero.
  • Iniezione intracitoplasmatica (ICSI): usata quando c’è una seria infertilità maschile e anche quando altre tecniche hanno fallito. Consiste nella scelta di un solo spermatozoo, quello con caratteristiche migliori che viene iniettato nell’ovulo. Dopodiché la tecnica segue il procedimento della Fivet. Le coppie che hanno scelto questa tecnica sono il 55,7%
  • Iniezione introcitoplasmatica (IMSI): viene usata quando tutte le altre tecniche hanno fallito, perché è un perfezionamento della precedente. Viene iniettato nell’ovulo lo spermatozoo “perfetto”, selezionato ricorrendo a un particolare microscopio.
  • Estrazione testicolare di spermatozoi (TESE): usata nei casi di azoospermia, cioè quando non sono presenti spermatozoi nel liquido seminale. In questo caso si preleva una porzione di tessuto dai testicoli, da cui si ottengono, se presenti, spermatozoi da iniettare con la Imsi nell’ovulo.

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domenica 3 ottobre 2010

Un microchip nel cervello per stimolare l'orgasmo




Un microchip nel cervello

per stimolare l'orgasmo

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Dalla Oxford University 

un dispositivo in grado di stimolare il piacere



ALTRO che "Sex and the City": secondo i ricercatori della Oxford University la prossima rivoluzione sessuale sarà quella del "sex and the chip", ovvero del chip da impiantare nel cervello per stimolare l'orgasmo. La scoperta nasce dopo anni di studio in materia di "deep brain stimulation", tecnica finora utilizzata per curare, ad esempio, i disturbi dell'apparato uditivo e visivo. Perché dunque non approfittarne per lenire anche quelli sessuali?

Questa domanda se la pose per primo, una decina di anni fa, il dottor Stuart Meloy, neurologo dell'università del North Carolina, che sperimentò con successo su una donna uno stimolatore cerebrale del piacere. Purtroppo però la paziente decise di farsi rimuovere l'apparecchio perché non riusciva ad adeguarsi ai nuovi impulsi.

La ricerca degli scienziati inglesi si è oggi concentrata sulla corteccia orbifrontale, situata dietro agli occhi e legata alle sensazioni di benessere provocate da cibo e sesso. Il professor Morten Kringelbach, membro anziano del reparto di psichiatria dell'università di Oxford, ha rivelato che questa parte del cervello potrebbe essere una nuova chiave di stimolo per aiutare chi soffre di anedonia, che è l'incapacità di provare sensazioni piacevoli. I risultati dell'indagine sono stati segnalati sulla rivista "Nature Rewiews Neuroscience".

"La stimolazione corticale con microchip non è una novità", spiega il neurologo Carlo Sebastiano Tadeo, dell'istituto clinico Santa Rita di Milano. "Ma finora la sua applicazione si è rivolta per lo più alla cura di malattie come il Parkinson. Credo comunque che una scoperta del genere potrebbe essere perfettamente efficace: il nostro cervello è composto da centraline che pilotano le cosiddette "vie ultime finali", vale a dire quei processi biochimici che determinano le sensazioni. Dietro al dolore e al piacere c'è anche una componente psicologica, ma la stimolazione di zone della corteccia circoscritte e mirate porta sempre a risultati significativi".

Secondo alcuni esperti, però, questa scoperta potrebbe avere dei risvolti negativi sulla vita di coppia. "La sessualità è comunque relazione", spiega la psicologa Elisa Mondonico. "Dubito che tutto si possa risolvere con la stimolazione neuronale. In casi gravi e invalidanti, tuttavia, un aiuto esterno potrebbe essere di conforto".

Il professor Giorgio Rifelli, docente di psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale presso l'università di Bologna, crede invece che un apparecchio del genere potrebbe scatenare meccanismi di competitività e frustrazione nel partner: "Si tratta di un qualcosa di non molto diverso da un vibratore, a pensarci bene. La vita sessuale, all'interno di una relazione, potrebbe risultare seriamente danneggiata dall'utilizzo di uno stimolatore esterno, non naturale. Enfatizzare l'orgasmo come momento unico del rapporto sessuale è sbagliato e l'utilizzo di un chip finirebbe con annullare quel gioco di desideri che è l'essenza più viva di ogni relazione".

L'applicazione del microchip, che verrebbe impiantato direttamente nel cervello, richiederebbe inoltre, dal punto di vista chirurgico, una serie di operazioni complesse. "Quando la tecnologia verrà migliorata potremo controllare più zone cerebrali. Il chip dovrà essere sottile e potrà essere acceso o spento a seconda delle necessità - ha detto il neurochirurgo Tipu Aziz, anche lui coinvolto nello studio - Tra dieci anni le applicazioni saranno stupefacenti: oggi non conosciamo neanche la metà di tutte le potenzialità di questa scoperta".

In Italia, secondo una ricerca della Società Italiana di Medicina Generale, l'anorgasmia colpisce circa il 30,1% delle donne. Stando a uno studio del Primary Care Sciences Research Centre della Keele University, in Gran Bretagna, questo disturbo spesso ha origini genetiche, salvo casi di incapacità dovuta a traumi o a condizioni psicologiche soggettive. "Sono poche però le donne che avvertono l'anorgasmia come un vero problema", conclude Rifelli. "La nostra università fornisce ad esempio un servizio clinico di sessuologia, ma la domanda di aiuto è modesta. Eppure i dati che abbiamo ci dicono che è un disturbo diffuso. Questo, a mio avviso, dipende dal fatto che le priorità della donna di oggi sono principalmente la carriera e la maternità. Femminilità e vita sessuale soddisfacente vengono considerati aspetti secondari, se necessario anche da sacrificare".

di SARA FICOCELLI
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Le migliori posizioni sessuali per dimagrire

 

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