lunedì 30 agosto 2010

CATASTROFE OGM NEGLI USA





UNA LEZIONE PER IL MONDO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research

Di recente, i potentati non eletti della Commissione Europea, noti per essersi sempre opposti alla diffusione di organismi geneticamente modificati (OGM) nell'agricoltura dell'UE, hanno dimostrato un cambiamento di direzione. Ad approvare l'adozione degli OGM, al fianco del presidente della commissione europea, ci sarà il nuovo Commissario all'Ambiente, il revisore contabile maltese John Dalli. L'ex Commissario all'Ambiente, il greco Staros Dimas, era, invece, un feroce oppositore degli OGM. Anche il governo cinese ha comunicato che potrebbe approvare una varietà di riso OGM. Prima che le cose si evolvano troppo, farebbero bene a osservare più attentamente ciò che succede negli USA, dove le colture geneticamente modificate sono tutt'altro che positive, anzi.

Ciò che viene meticolosamente nascosto da Monsanto e da altre aziende operanti nell'agribusiness, che pubblicizzano colture modificate geneticamente come alternativa a quelle convenzionali, è il fatto che in tutto il mondo, fino ad oggi, le colture OGM sono state utilizzate e brevettate solo per due motivi, il primo dei quali è la tolleranza ai velenosissimi erbicidi chimici al glifosate, che Monsanto e altri costringono gli agricoltori a comprare, come condizione per poter utilizzare i loro semi OGM. La seconda ragione è la resistenza a dei particolari insetti. Contrariamente ai miti promossi dai giganti dell'agribusiness per soddisfare i loro interessi, non esiste un seme OGM in grado di assicurare un raccolto più ricco o che richieda meno erbicidi chimici tossici. Questo semplicemente perché non porterebbe alcun profitto.

Il disastro delle super erbacce

Come ha notato l'illustre biologa e oppositrice agli OGM, la Dott. ssa Mae-Wan Ho, dell' Institute of Science di Londra, le aziende come Monsanto rendono i semi immuni agli erbicidi, grazie a un gene non sensibile al glifosate, che codifica l'enzima colpito dall'erbicida. L'enzima deriva da un batterio del suolo, l'Agrobacterium tumefaciens. L'immunità agli insetti è dovuta a una o più tossine derivanti dal batterio del suolo BT (Bacillus thuringiensis). Gli Stati Uniti hanno iniziato la coltivazione su larga scala di piante geneticamente modificate, soprattutto soia, grano e cotone, intorno al 1997. Oggi, le colture genericamente modificate occupano tra l'85% e il 91% delle aree coltivate con le tre colture principali degli USA, che sono appunto la soia, il grano e il cotone, per un totale di circa 70 milioni di ettari.

Secondo la Ho, la bomba a orologeria ecologica portata dagli OGM è in procinto di esplodere. Dopo anni di impiego costante di erbicidi al glifosate brevettati, come il famoso Roundup, prodotto da Monsanto, si sono sviluppate nuove 'super erbacce' resistenti agli erbicidi; è la risposta della natura ai tentativi dell'uomo di violare le sue leggi. Queste super erbacce hanno bisogno di ancora più erbicidi.

ABC, uno dei maggiori canali televisivi degli USA, recentemente ha realizzato un documentario sulle ‘super erbacce’ nella rubrica “Super weeds that can’t be killed” (“Erbacce che non possono essere uccise”, ndt) .
Sono stati intervistati agricoltori e scienziati dell’Arkansas, che hanno parlato di campi invasi da erbacce immuni persino al glifosate. Un agricoltore ha raccontato di aver speso almeno 400.000 euro in soli tre mesi nel tentativo fallito di eliminarle.

Queste erbacce sono così resistenti che nemmeno le mietitrebbie riescono a eliminarle, e se si cerca di estirparle manualmente, gli attrezzi si rompono. Almeno 400.000 ettari di coltivazioni di soia e cotone dell’Arkansas sono stati infestati da questa peste biologica. Informazioni dettagliate sulla situazione in altre zone non sono disponibili, ma si suppone che le cose siano più o meno simili. Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, favorevole agli OGM e all’agribusiness, ha mentito sull’effettivo stato delle coltivazioni statunitensi, per nascondere la triste realtà e prevenire l’esplodere di una rivolta contro gli OGM, nel paese che costituisce il principale mercato per questi prodotti.


Una varietà di erbaccia, la Amaranthus palmeri, può crescere fino a raggiungere un’altezza di 2,4 metri, resistendo al caldo opprimente e a lunghe siccità e producendo migliaia di semi con delle radici che rubano i nutrienti alle alter colture. Se lasciata incontrollata, può impossessarsi di un intero terreno in solo un anno. Alcuni agricoltori sono stati costretti ad abbandonare le loro terre. Fino ad oggi, invasioni di Amaranthus palmeri, sono state identificate non solo in Arkansas, ma anche in Georgia, Carolina del Sud, Carolina del Nord, Tennessee, Kentucky, Nuovo Messico, Mississippi e, più recentemente, in Alabama e nel Missouri, tutti paesi in cui si fa uso di colture OGM.

Gli scienziati della University of Georgia stimano che due sole piante di Amaranthus palmeri, in 6 metri di filari di cotone, sono in grado di ridurre il raccolto di almeno il 23%. Una sola erbaccia può produrre 450.000 semi .

La celata tossicità del Roundup

Il glifosate è il più usato erbicida negli USA e nel mondo. Brevettato e venduto da Monsanto fin dagli anni Settanta con il nome Roundup, è un componente obbligatorio dei semi OGM dell'azienda. Per averne la prova, basta andare in qualsiasi negozio di giardinaggio, richiederlo e leggere attentamente l’etichetta.

Come ho spiegato nel mio libro “Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation” (“Semi di distruzione: il programma segreto della manipolazione gentica”, ndt), le colture OGM e i semi artificiali sono stati create negli anni Settanta, con il generoso supporto finanziario della Fondazione Rockefeller, sostenitrice dell’eugenetica, come le aziende chimiche Monsanto Chemicals, DuPont e Dow Chemicals. Tutte e tre sono state coinvolte nello scandalo dell’altamente tossico Agente Arancio, usato in Vietnam negli anni Settanta come la diossina, la cui pericolosità è stata tenuta nascosta ai dipendenti, ai civili e ai militari.

I semi OGM da loro brevettati erano considerati un metodo intelligente per aumentare le vendite dei loro composti chimici per l’agricoltura, come il Roundup. I coltivatori devono firmare un contratto con Monsanto, in cui accettano di utilizzare solo il pesticida Roundup. Quindi, i coltivatori sono costretti a comprare i semi e il glifosate velenoso dell’azienda.

All’università francese di Caen, un’equipe guidata dal biologo molecolare Gilles-Eric Seralini ha condotto uno studio che ha dimostrato che il Roundup contiene uno specifico ingrediente inerte, il surfactante poliossietilene, che per l’embrione umano, la placenta e le cellule ombelicali è più mortale dello stesso glifosate. Monsanto si rifiuta di fornire i dettagli sui contenuti del Roundup diversi dal glifosate, in quanto 'protetti da brevetto' .

Lo studio di Seralini ha scoperto che gli ingredienti del Roundup amplificavano i loro effetti tossici sulle cellule umane, anche in dosi minori di quelle utilizzate nelle aziende agricole e nei prati! L’equipe francese ha analizzato il Roundup a diversi gradi di concentrazione, dalle dose solitamente usate in agricoltura o nei campi, a dosi 100.000 volte più diluite rispetto al prodotto che troviamo nei negozi. I ricercatori hanno identificato un pericolo per le cellule in tutti i casi.

In un opuscolo dell’Istituto di Biotecnologia, volto a promuovere le colture OGM negli USA, in quanto “distruttrici delle erbacce”, il glifosate e il Roundup vengono pubblicizzati come “meno nocivi del sale da cucina”. In tredici anni, negli Stati Uniti, si è avuto un aumento nell’utilizzo di pesticidi di 144.000 tonnellate, mentre avrebbe dovuto diminuire, secondo quanto avevano promesso i “quattro cavalieri dell’apocalisse OGM”. Notevole è l’aumento delle malattie causate da queste sostanze.

Nonostante ciò, dopo l’immissione in commercio dei semi OGM di Monsanto negli USA, tra il 1994 e il 2005 si è registrato un aumento superiore al 1500% nell'utilizzo del glifosate. Negli USA circa 45.000 tonnellate di glifosate vengono usate in prati e aziende agricole ogni anno, e negli ultimi 13 anni, è stato impiegato in più di 400.000 ettari di terreno. Intervistato, il manager sviluppo tecnico di Monsanto, Rick Cole, ha detto che i problemi sono gestibili, consigliando agli agricoltori di alternare le colture e di utilizzare i diversi erbicidi prodotti da Monsanto. L’azienda incoraggia a mischiare il glifosate con altri erbicidi, come il 2,4-D, vietato in Svezia, Danimarca e Norvegia, perché collegato al cancro e a altri danni al sistema riproduttivo e neurologico. Il 2,4-D è un componente dell’Agente Arancio, prodotto da Monsanto e usato in Vietnam negli anni Sessanta.

Gli agricoltori statunitensi guardano al biologico

Gli agricoltori degli USA stanno mostrando sempre più interesse nelle colture tradizionali, che non prevedono l’uso di OGM. Secondo una relazione del Dipartimento dell’Agricoltura, le vendite di prodotti alimentari biologici sono passate dai 3,6 miliardi di dollari del 1997 ai 21 miliardi di dollari del 2008 [4]. Il mercato è talmente attivo che le aziende agricole si sono rimboccate le maniche per rispondere alla rapida crescita della domanda, e addirittura spesso si sono verificate delle periodiche mancanze di prodotti biologici.

La nuova coalizione di governo Conservativo-Liberale del Regno Unito ha intenzione di rimuovere il divieto di usare gli OGM nel paese. John Beddington, consigliere scientifico del Governo britannico, in un recente articolo ha detto: “I prossimi dieci anni vedranno lo sviluppo di composti con nuove caratteristiche, come ad esempio la tolleranza alle siccità. Dalla metà del secolo ci saranno possibilità molto più radicali legate alle caratteristiche poligeniche”. Ha poi continuato assicurando: “la clonazione degli animali permetterà l’immunità alle malattie”. Penso che si possa anche evitare di commentare.

Un recente studio dell'Università di Stato dello Iowa e del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, in cui è registrata la produttività delle aziende agricole durante i tre anni di transizione necessari per passare dalla produzione convenzionale a quella organica certificata, ha dimostrato i maggiori vantaggi derivanti dall'agricoltura biologica, rispetto alle colture OGM o a quelle non OGM convenzionali. L'esperimento è durato quattro anni, i primi tre di transizione e il quarto di sola agricoltura biologica, e si è visto che malgrado all'inizio la produttività è crollata, al terzo anno essa si è equiparata a quella delle colture tradizionali, mentre a partire dal quarto anno ha iniziato a crescere, sia per la coltivazione della soia, sia per quella del grano.

Ultimamente è stato pubblicato anche uno studio del'International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development (IAASTD), risultato di tre anni di deliberazioni di 400 scienziati e rappresentanti di organizzazioni non governative, provenienti da 110 paesi di tutto il mondo. Si è giunti alla conclusione che l'agricoltura bioloica su bassa scala è la soluzione migliore per la lotta alla fame, alle differenze sociali e ai disastri ambientali [5]. Come dice la Dott. ssa Ho, è necessario cambiare il modo di praticare l'agricoltura, prima che la catastrofe si diffonda in Germania, in Europa e nel resto del mondo .
Riferimenti:

[1] Super weed can’t be killed, abc news, 6 October 2009. Si veda anche, Jeff Hampton, N.C. farmers battle herbicide-resistant weeds, The Virginian-Pilot, 19 July 2009, http://hamptonroads.com/2009/07/nc-farmers-battle-herbicideresistant-weeds

i[2] Clea Caulcutt, ‘Superweed’ explosion threatens Monsanto heartlands, Clea Caulcutt, 19 April 2009, http://www.france24.com/en/20090418-superweed-explosion-threatens-monsanto-heartlands-genetically-modified-US-crops

[3] N. Benachour and G-E. Seralini, Glyphosate Formulations Induce Apoptosis and Necrosis in Human Umbilical, Embryonic, and Placental Cells, Chem. Res. Toxicol., Article DOI: 10.1021/tx800218n Publication Date (Web): December 23, 2008.

[4] Carolyn Dimitri and Lydia Oberholtzer, Marketing U.S. organic foods: recent trends from farms to consumers, USDA Economic Research Service, September 2009, http://www.ers.usda.gov/Publications/EIB58/

[5] International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development, IAASTD, 2008, http://www.agassessment.org/index.cfm?Page=Press_Materials&ItemID=11

[6] Ho MW.UK Food Standards Agency study proves organic food is better. Science in Society 44, 32-33, 2009.

F. William Engdahl è l'autore di “Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation” (“Semi di distruzione: il programma segreto della manipolazione gentica”, ndt).

Titolo originale: "Genetically Manipulated Crops: The GMO Catastrophe in the USA. A Lesson for the World"

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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18.08.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di STEFANIA MICUCCI


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In Indonesia vulcano si risveglia dopo 400 anni


 

In Indonesia vulcano si risveglia dopo 400 anni


Allarme in Indonesia. Il vulcano Sinabung sull'isola di Sumatra è tornato in attività dopo 400 anni. Ha sputato fumo e ceneri a 1.500 metri di altezza e ha reso necessario lo sgombero di almeno 18mila persone di 17 villaggi della zona. Due persone sono morte. I lapilli e la lava hanno mandato in fumo quasi 4mila ettari di foreste e terreni agricoli attorno al vulcano. Anche oggi il vulcano sta proseguendo la sua attività.

«Siamo ovviamente di fronte a una situazione pericolosa e abbiamo dunque alzato il livello di allerta al massimo, ossia allarme rosso - ha dichiarato Surono, il capo del centro di allarme per le catastrofi vulcaniche - Fumi e ceneri sono sparsi a 1.500 metri sopra il cratere». Una nuvola spessa di fumo nero circonda la zona, mentre le ceneri sono arrivate sino a 30 chilometri dal vulcano.

Il Sinabung, alto 2500 metri, aveva ripreso l’attività vulcanica nella giornata di venerdì. L’Indonesia, che si trova sull'Anello di fuoco, è il Paese con più vulcani attivi al mondo e il mese scorso ci sono stati quattro dispersi in seguito all’eruzione sul monte Karangetang, nella remota isola di Siau. Il vulcano Sinabung, nel nord dell’isola di Sumatra, non entrava in eruzione da oltre 400 anni.

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martedì 24 agosto 2010

Nina Kulagina e i suoi poteri di telecinesi





- - - - Documentario sottotitolato in italiano su Nina Kulagina e i suoi poteri di telecinesi


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Nina Kulagina, Ninel Sergeyevna Kulagina (Нине́ль Серге́евна Кула́гина) (1926 – 1990) era una casalinga russa dotata, secondo alcuni, di poteri paranormali quali la psicocinesi. Vennero compiute numerose ricerche in URSS negli ultimi venti anni della sua vita. Durante la Guerra Fredda, alcuni filmati in bianco e nero e senza sonoro di lei che muoveva, apparentemente senza contatto fisico, degli oggetti su di un tavolo di fronte a lei causarono molto fermento nell'ambiente dei ricercatori sui fenomeni paranormali. Nina Kulagina affermava di necessitare di un periodo di meditazione per eliminare tutti i pensieri per poter manifestare i suoi poteri. Una volta concentratasi, sosteneva di provare un forte dolore alla spina dorsale e che la sua vista si annebbiava. Uno dei più conosciuti esperimenti ebbe luogo in un laboratorio di San Pietroburgo il 10 marzo 1970. Secondo alcune fonti, Nina Kulagina sarebbe riuscita ad influenzare il battito cardiaco di una rana, rendendolo più rapido, poi più lento fino a fermarlo; in realtà la rana era già morta e il cuore era stato posto in una campana di vetro; l'andamento del battito ricalcò i naturali battiti che il cuore della rana continua a eseguire anche dopo la morte, per alcuni minuti, e la Kulagina si limitò ad attenderne la fine senza determinarla. Alla fine degli anni 70, un attacco cardiaco molto forte obbligò Nina Kulagina a diminuire le proprie attività. Secondo il rapporto del dottor Zverev, il suo battito cardiaco era irregolare, aveva un livello molto alto di zuccheri nel sangue ed il suo sistema endocrino aveva dei disturbi. Nel lungo periodo soffrì di dolori agli arti, mancanza di coordinazione e capogiri. Molte persone ed organizzazioni autorevoli in materia, come James Randi ed il CICAP, hanno espresso il loro scetticismo, sottolineando come gli ambienti non controllati (come stanze d'albergo) in cui venivano svolte le prove ed i lunghi tempi di preparazione potessero lasciare spazio a potenziali trucchi. Molti degli esperimenti potrebbero, secondo gli scettici, essere dei semplici giochi di prestigio, ottenuti con l'ausilio di fili nascosti, piccoli pezzi di metallo magnetico o con specchi. Durante queste prove non era poi presente alcun esperto di illusionismo capace di poter controllare. Va inoltre sottolineato come, durante la Guerra Fredda, l'Unione Sovietica avrebbe potuto falsificare ed ingigantire i risultati della Kulagina al fine di mostrarsi superiore agli Stati Uniti nel campo del paranormale.
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mercoledì 11 agosto 2010

Energia


Energia

La parola deriva dal tardo latino energÄ«a, a sua volta dal greco energheia, parola che Aristotele usava nel senso di ‘azione efficace’. La sua accezione moderna nasce nel 1619 grazie a Keplero. Possiamo definirla come la capacità di un corpo, o di un sistema, di compiere lavoro. Dal punto di vista termodinamico, è tutto ciò che può essere trasformato in calore a bassa temperatura. L’energia esiste in tantissime forme: meccanica, chimica, nucleare, elettrica, luminosa, termica, biochimica e così via. Bisogna inoltre ricordare una legge fondamentale della fisica: l’energia non si crea e non si distrugge mai, si conserva sempre e può passare da una forma all’altra.
L’origine principale dell’energia che viene trasformata è quella del Sole, che a sua volta trasforma l’energia proveniente dall’idrogeno, di cui è composto, in energia radiante e luminosa. Nelle ere geologiche è stata l’energia solare accumulata dalle piante e dagli animali nelle trasformazioni di fissazione del carbonio a depositarsi in giacimenti fossili di carbone, gas naturale e petrolio. L’uso indiscriminato dell’energia proveniente da fonti fossili, accumulata in migliaia di anni mediante processi lentissimi e non replicabili, sta portando a un rapido e inarrestabile depauperamento delle risorse con la conseguenza che i giacimenti di petrolio si stanno sempre più avvicinando alla loro scomparsa. Inoltre, l’uso dei combustibili fossili produce anidride carbonica che immessa nell’atmosfera aumenta l’effetto serra e il conseguente riscaldamento globale del Pianeta. Nel duplice tentativo di migliorare le condizioni ambientali della Terra e far fronte all’ormai imminente scarsità dei combustibili fossili stanno sempre più prendendo piede le fonti alternative di energia, pulite e inesauribili.

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