sabato 26 giugno 2010

Meduse, arriva la cattivissima Physalia


Meduse, arriva la cattivissima Physalia

Il bagno estivo degli italiani potrebbe essere più “doloroso” del solito. E per una volta non sarà colpa dei rincari, ma delle meduse, che imperverseranno nei mari italiani: a rivelarlo è il mensile Focus. L’allarme potrebbe scattare per la “Physalia”, una medusa proveniente dall’Atlantico che è già stata segnalata quest’anno in Liguria, Corsica e Sardegna. La “Physalia” può essere dannosa per l’uomo e può colpire da lontano con i suoi tentacoli. Altra specie da cui tenersi alla larga è la “Cassiopea”. Arrivata sulle nostre coste, è una medusa urticante ed è riconoscibile: di piccole dimensioni, ha l’ombrello rivolto verso il basso e i tentacoli verso l’alto e resta appoggiata sui fondali. Per sapere dove si trovano le meduse e per conoscerne la pericolosità, è stato realizzato un sistema di rilevazione su www.focus.it/meduse.

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Pesca intensiva, inquinamento e attività umane incontrollate stanno modificando l'ecosistema marino: i pesci scompaiono, nuove specie prendono il sopravvento. E alcune sembrano uscite da un film horror. (Franco Severo, 12 giugno 2009)

Le coste dei nostri mari potrebbero presto essere invase da un’orda di meduse giganti, molto più grandi di quello che potete immaginare. Stiamo parlando delle meduse Nomura, bestioni gelatinosi di due metri di diametro che possono arrivare a pesare fino a 200 kg. L’inquietante previsione è dei ricercatori dello CSIRO Marine and Atmospheric Research, un blasonato istituto di ricerche australiano. Il dottor Anthony Richardson e i suoi colleghi affermano che le medusone, grosse e pesanti come lottatori di sumo, stanno rapidamente aumentando nel Mediterraneo, nei mari del sud est asiatico, nel Mar Nero, nel Golfo del Messico e nel Mare del Nord.

Meno pesci, più meduse. Ma cosa sta provocando questo impressionante fenomeno? Secondo i ricercatori il proliferare incontrollato delle Nomura è riconducibile alla pesca intensiva e allo sfruttamento incontrollato dei mari. I pesci sono infatti i principali nemici delle meduse: mangiano i loro piccoli e competono con gli esemplari adulti per il cibo. In molte zone del mondo le attività umane hanno drasticamente ridotto il numero dei pesci e le meduse si sono affermate come nuova specie dominante. E poi c’è l’inquinamento, che favorisce il proliferare di alghe e mucillaggini e impoverisce di ossigeno vaste zone di mare. E mentre i pesci in mancanza di ossigeno muoiono, le meduse riescono a sopravvivere.
Salvate le sardine. Attualmente la situazione più grave è nei mari del Giappone, dove le Nomura stanno creando non pochi problemi ai pescatori. Secondo i ricercatori per contrastare l’avanzata delle meduse giganti occorre limitare fin da subito il saccheggio dei mari. In particolare occorre proteggere le sardine e i piccoli pesci pelagici, acerrimi nemici delle gelatinose creature.
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Suoni del Sole




Sono state fatte ricerche accurate su questa tematica:
I cosiddetti "suoni del sole" sono vibrazioni inudibili dall'orecchio umano,che si propagano dalle protuberanze della corona solarecon i loro scoppi , convertite con speciali macchine in suoni.
Tutte le stelle ne emettono,e studiarli è utile a ricostruire l'interno.
è stato addirittura ricreato il suono del big bang.

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mercoledì 16 giugno 2010

GLI INSETTI: il più grosso successo dell'evoluzione





GLI INSETTI: il più grosso successo dell'evoluzione







  • Gli insetti comparvero sul nostro pianeta circa 350 milioni di anni fa, nel periodo che i geologi chiamano SILURIANO: i primi rappresentanti di questa classe erano animaletti di piccole dimensioni ed incapaci di volare, ma il fatto di essere gli unici animali presenti sulla terraferma consentì loro di evolversi in maniera "ESPLOSIVA" e di insediarsi negli ambienti più disparati.

  • Nel periodo CARBONIFERO (275 milioni di anni fa) si erano già affermati numerosi gruppi di Insetti alati; una delle specie più famose è la gigantesca libellula MEGANEURA, la cui apertura alare toccava i 70 centimetri.






Ricostruzione del paesaggio carbonifero. La gigantesca libellula Meganeura era probabilmente una delle prede preferite dagli anfibi (a sinistra), che rappresentavano la forma di vita dominante del pianeta.












Farfalla fossile risalente a circa 40 milioni di anni fa.





  • Dobbiamo attendere l'ERA TERZIARIA (50 milioni di anni fa) per avere le prime testimonianze fossili di lepidotteri.
  • Il fatto di essere arrivate per ultime (o quasi) sulla scena evolutiva della classe degli Insetti, non ha comunque impedito alle farfalle di prendere in essa un posto di tutto rispetto.
    Nell'ambito dei 33 ordini in cui la classe degli Insetti viene generalmente suddivisa, quello dei Lepidotteri rappresenta uno dei gruppi più importanti e ricchi, secondo come numero di specie soltanto allo sterminato ordine dei Coleotteri.






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I COLORI DELLE FARFALLE




Provate ad osservare una farfalla multicolore secondo diversi angoli di visuale: vi accorgerete che alcuni colori variano, mentre altri rimangono inalterati. La spiegazione di questo fenomeno è relativamente semplice, se teniamo presente che i colori delle farfalle possono avere due diverse origini.
I colori di ORIGINE FISICA sono dovuti alla rifrazione ed all'interferenza della luce sulla microstruttura delle squame: queste ultime sono costituite da minuscole lamelle trasparenti attraversate dalla luce bianca.
Nel disegno qui sotto è riprodotta (ad enorme ingrandimento) la microstruttura delle lamelle che costituiscono la superficie delle squame, ed attraverso le quali la luce viene rifratta.








I colori di ORIGINE CHIMICA sono invece dovuti alla presenza di particolari sostanze dette pigmenti disperse nelle squame. Nella maggior parte delle farfalle la colorazione delle ali è il risultato di colori fisici e di colori chimici.
Nel disegno le squame provviste di pigmenti appaiono più scure, mentre quelle responsabili dei fenomeni fisici appaiono più chiare.





Colori per nascondersi:

IL CRIPTISMO

Il colore, non è mai casuale, ha un suo ben preciso significato adattativo. Quando un animale ha un colore simile a quello dell'ambiente in cui vive, esso può dissimularsi meglio e passare inosservato. A questa strategia di sopravvivenza si dà il nome di CRIPTISMO.
In alcune farfalle, come ad esempio nelle Kallima, il criptismo raggiunge i massimi livelli: quando la Kallima ripiega le ali, risulta pressochè indistinguibile dalle foglie secche degli alberi su cui vive, "ricopiandone" persino le nervature.








Kallima inachus
Colori per farsi notare:

IL MIMETISMO


Il "mimetismo " deriva dal greco e significa letteralmente " imitazione". Molte farfalle imitano i colori e la forma di altri organismi, traendone notevoli vantaggi.
Alcune farfalle tropicali imitano ad esempio la sgargiante livrea di altre farfalle dal sapore sgradevole accuratamente evitate dagli uccelli insettivori. In questo modo le farfalle "imitatrici" sono protette dai predatori, in quanto scambiate per i loro incommestibili "modelli".
Altre farfalle hanno le ali sottili e trasparenti ed il corpo ad anelli gialli e bruni: in tal modo vengono scambiate per api o vespe, quindi lasciate in pace.





Heliconius xantocles mellitus


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giovedì 3 giugno 2010

Fibroma uterino




Fibroma uterino

I fibromi sono tumori benigni dell'utero che si riscontrano spesso nelle donne dai 35 ai 45 anni. Possono avere dimensioni diverse e si presentano come singole masse ma più spesso possono essere multipli.


Cosa sono i fibromi?
I fibromi sono tumori benigni dell’utero costituiti da componente muscolare e da una fibrosa.
La fibromatosi uterina costituisce una delle più frequenti patologie ginecologiche benigne, infatti oltre il 15-30% delle donne in età fertile presenta fibromi, con un picco di incidenza fra i 35 e i 45 anni. I fibromi vengono chiamati con vari modi indistintamente o a seconda della prevalenza di una componente sull’altra: miomi, fibromiomi, leiomiomi.

Come si sviluppano?
I fibromi si sviluppano a partire dalla componente muscolare liscia dell’utero. Esistono dati ormai certi su fibromatosi e familiarità, ma soprattutto sulla correlazione tra lo sviluppo di fibromi e gli estrogeni: essi, infatti, sono maggiormente riscontrabili in età fertile, aumentano di dimensioni in gravidanza e vanno in regressione in  menopausa.

Tipologie di fibromi uterini
I fibromi possono presentarsi come singole masse all’interno dell’utero, o più frequentemente, possono essere multipli. Le dimensioni e la forma sono variabili da qualche millimetro fino anche a diversi centimetri e di solito si presentano come strutture rotondeggianti od ovalari.
In funzione della sede uterina di localizzazione, i fibromi si distinguono in:
  • Intracavitari  (completamente all’interno della cavità dell’utero)
  • Sottomucosi (nel contesto della mucosa ) 
  • Intramurali (nello spessore della parete uterina)
  • Sottosierosi (nella superficie esterna della tonaca sierosa della parete uterina)
Questa distinzione è importante perché la sintomatologia ad essi associata può essere diversa. Ad esempio un fibroma intracavitario o sottomucoso può interferire con il concepimento, essere associato a infertilità o poliabortività, un fibroma intramurale può essere più probabilmente associato a mestruazioni dolorose e abbondati simil-emorragiche e i fibromi sottosierosi se di piccole dimensioni possono essere asintomatici o se di dimensioni maggiori possono causare sintomi di compressione delle strutture adiacenti (vescica o retto).

Come si localizzano i fibromi
Nel 20% circa dei casi la diagnosi di fibromatosi uterina avviene accidentalmente nel corso della visita ginecologica di routine, con totale assenza di sintomi.
Riguardo alla gravidanza in paziente portatrice di fibromi, una volta instauratasi, i noduli fibromatosi possono incrementare il loro volume, aumentando il rischio di aborto-parto prematuro.

Come si curano i fibromi?
Il trattamento dei fibromi uterini deve essere personalizzato, dovendo prendere in considerazione svariati parametri quali l’età della paziente, la sintomatologia, il desiderio di fertilità, il numero e la sede dei nodi. Pertanto l’approccio varierà dalla semplice osservazione, al trattamento medico o chirurgico.
  • Trattamento medico
    • Se i fibromi sono asintomatici, di piccole dimensioni, e non sono aumentati di volume non è necessario alcuna terapia se non il monitoraggio ecografico nel tempo.
    • Se i fibromi sono sintomatici e causano menorragie, il trattamento medico  può prevedere l’impiego di farmaci che riducano o correggano l’iperestrogenismo quali: progestinici, estro progestinici, o farmaci che inducono menopausa farmacologica.  Spesso, importanti menorragie (mestruazioni emorragiche) possono essere risolte con il trattamento medico senza ricorrere dal Chirurgo.
  • Trattamento chirurgico
    Deve essere intrapreso solo nei casi in cui il/i fibroma/i sono molto voluminosi, oppure se sono aumentati di volume in modo apprezzabile o se causano menorragie che non possono essere curate con la terapia medica. 
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