mercoledì 24 febbraio 2010

Lucy e i suoi cugini

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Lucy e i suoi cugini
I primi resti ossei attribuibili con sicurezza a un nostro progenitore risalgono a poco meno di 4 milioni d’anni fa: si tratta di uno scheletro incompleto, ritenuto di sesso femminile per la forma del bacino, battezzato Lucy, venuto alla luce nel novembre del 1974 ad Hadar lungo il fiume Awash, in Etiopia, grazie alla spedizione del francese Coppens e dello statunitense Johanson.


Quattro milioni d'anni fa

Questa specie di ominidi fu scoperta, nello stesso periodo, anche da Mary Leakey a Laetoli, in Tanzania. Lucy è il più completo fossile pre-Homo mai trovato, essendo costituito da più di 60 segmenti ossei, ma sfortunatamente si sa poco sulle dimensioni e sulla forma del cranio. Comunque, si può dedurre che Lucy avesse dimensioni scheletriche ridotte: alla morte, avvenuta ad accrescimento ultimato, era alta un metro e sessanta e pesava da 22 a 36 kg. I maschi dovevano avere dimensioni maggiori.



Da Lucy a Rambo la strada è stata lunga: non solo la statura è mutata, in quanto basta osservare la capacità e la conformazione del cranio. La ricostruzione dello scheletro di 4 specie di ominidi mette anche in evidenza la loro statura relativa e il loro portamento. Da sinistra si susseguono: Lucy, cioè Australopithecus afarensis - Australopithecus africanus - Australopithecus boisei - Homo sapiens.

Dopo affannose ricerche è anche venuto alla luce perché la nostra antenata venne battezzata Lucy: mentre il gruppo di scienziati festeggiava il sensazionale ritrovamento, trasmettevano per radio la canzone dei Beatles Lucy in the sky with diamonds, un titolo che, secondo alcuni, rappresenterebbe la forma svolta di un acronimo, il micidiale LSD, dietilamide dell’acido D-lisergico

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lunedì 1 febbraio 2010

Anche l'uomo di Neanderthal si dipingeva corpo e viso


Anche l'uomo di Neanderthal si dipingeva corpo e viso

Conchiglie utilizzate come contenitori per conservare e mischiare i pigmenti con cui dipingere il viso e il corpo, Ma anche conchiglie colorate e forate per essere indossate come gioielli. Risalgono a 50.000 anni fa e sono state ritrovate in due siti archeologici nel sud della Spagna. La scoperta è opera di un gruppo internazionale di scienziati (tra cui anche alcuni italiani), guidati da Joao Zilhao, dell’università di Bristol. La cosa che rende particolarmente interessanti le conchiglie rinvenute in Spagna è che appartenevano a uomini di Neanderthal.
Ritrovamenti simili avvenuti nel passato in Africa e in Asia e attribuiti a Homo sapiens hanno fatto ritenere fino ad oggi che solo questa specie usasse dipingere e adornare il proprio corpo. Di conseguenza, finora si riteneva che solo Homo sapiens fosse in grado di quel pensiero simbolico senza il quale la decorazione del proprio corpo per scopi rituali e, più in generale, l’arte non sono possibili. L’assenza di ritrovamenti simili in Europa, dove viveva l’uomo di Neanderthal, aveva fatto ritenere, di contro, che quest’ultimo fosse incapace di un pensiero simbolico. Un’inferiorità cognitiva con la quale si spiegava anche come mai questa specie venne soppiantata dai più “intelligenti” Homo sapiens che arrivarono in Europa dall’Africa circa 40.000 anni fa.
 Ora però le cose cambiano. Grazie alle conchiglie ritrovate in Spagna si può senz’altro affermare, dicono gli autori della scoperta, che l’uomo di Neanderthal non era poi così diverso dall’Homo sapiens che nello stesso periodo viveva in Africa. Dato, però, che sapiens e Neanderthal hanno vissuto insieme in Europa per un certo lasso di tempo, si potrebbe pensare che questo comportamento sia stato semplicemente “copiato” dai cugini venuti dall’Africa. Ma la datazione dei ritrovamenti fanno ritenere che le cose non stiano così: le conchiglie risalgono infatti a 50.000 anni fa, 10.000 anni prima che avvenisse il contatto tra le due specie di Homo.

leggi anche :

Scoperta la tribù degli "uomini rossi"


-http://cipiri16.blogspot.it/2010/11/scoperta-la-tribu-degli-uomini-rossi.html
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